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razer deadthadder 2013 introDopo l'ondata di aggiornamenti tecnici attuata da Razer nel corso del 2012, ad esempio con l'Imperator 2012 o il Naga 2012, arriva ora la revisione (o refresh) del Razer DeathAdder, mouse che sicuramente ha raccolto molti consensi tra i gamer nelle precedenti versioni e che ora ha il duro compito di mantenere alte le aspettative con un sensore da ben 6400 dpi.

 

 

 

 

 

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Razer, che ha dato il nome 4G a questo nuovo sensore ottico, può ora vantare un primato prestazionale non indifferente, si tratta infatti del primo mouse ottico in grado di raggiungere numeri da mouse laser (il Philips Twin-Eye è in grado di raggiungere i 6400dpi nella sua ultima revisione).

 

Riportiamo il link alla pagina ufficiale del Razer DeathAdder 4G e al sito del distributore ufficiale IDP Italy.

 Prodotto recensito da Ivan Disirò in data . Voto: 4,5

 


 

Specifiche tecniche

 

Le specifiche tecniche sono le seguenti:

  • Sensore ottico 4G da 6400dpi
  • Design ergonomico per la mano destra con supporti laterali in gomma
  • Cinque pulsanti Hyperesponse (a risposta super rapida) programmabili singolarmente
  • Supporto Razer Synapse 2.0
  • Ultrapolling (velocità di polling) a 1000Hz/tempo di risposta di 1ms
  • Configurazione On-The-Fly Sensitivity (sensibilità istantanea)
  • Modalità Always-On (sempre attivo)
  • Accelerazione fino a 200 pollici al secondo e 50 g
  • Piedini del mouse Zero-acoustic Ultraslick
  • Connettore USB placcato in oro
  • Cavo leggero in fibra intrecciata lungo 2,10 m
  • Dimensioni indicative: 5.00”/127 mm (Lunghezza) x 2.76” / 70 mm (Larghezza) x 1.73” / 44 mm (Altezza)
  • Peso indicativo: 0.23lbs / 105 g

 

Il nuovo DeathAdder vanta novità sia dal punto di vista tecnico (nello specifico la presenza del nuovo sensore 4G), sia a livello estetico.

 

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Troviamo infatti impiegati nuovi materiali che variano leggermente l'estetica del nuovo modello, in particolare sono presenti degli inserti in gomma per migliorare il grip sia sul lato interno che esterno, oltre alla nuova superficie ruvida già vista nel Razer Taipan, che ha aperto la strada sotto questo punto di vista.

Lo scroll è rimasto uguale a quello del DeathAdder BlackEdition, più performante dal punto di vista del feedback offerto rispetto alla versione liscia di cui erano dotati gli altri modelli, mentre la colorazione LED è ora verde.

 


 

Packaging e bundle

 

La confezione del Razer DeathAdder 2013 mantiene l'ormai inconfondibile stile Razer, sia per struttura che colori. Nella parte frontale, sopra alla scritta cangiante, troviamo un’immagine lucida del mouse contenuto all'interno, accompagnata sulla destra dalle tre specifiche tecniche più rilevanti secondo Razer.

 

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Sulla destra ritroviamo le informazioni tecniche già elencate nella parte frontale, con immagini e maggiori dettagli, mentre la parte sinistra riporta informazioni di carattere pubblicitario miste a specifiche tecniche.

 

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È invece la parte posteriore a raccogliere le informazioni di natura tecnica, riportando le specifiche indicate nella pagina precedente. Nella parte superiore, grazie all'uso di una immagine, Razer pone il focus su alcuni aspetti importanti del mouse come ergonomia, numero di pulsanti Hyper response, lunghezza del cavo, etc. Nella parte inferiore è presente l'elenco delle specifiche, in varie lingue, eccetto l'italiano.

 

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Come sempre, la confezione Razer offre la possibilità di visionare il mouse tramite l'apertura a libro che troviamo nella parte anteriore. Nella parte sinistra troviamo un po' di storia sul modello e la presentazione delle nuove features, mentre a destra ecco il mouse, protetto interamente da blister plastico e appoggiato su uno sfondo verde acido tipico di Razer.

 

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Aperta la confezione, possiamo estrarre il blocco interno, il bundle è assai limitato e oltre al mouse troviamo un opuscolo introduttivo all'uso e gli adesivi Razer.

 

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Il mouse

 

Per una visione a tuttotondo del DeathAdder ecco il video dell’unboxing:

 

 

Esteticamente non sono molte le differenze che contraddistinguono il nuovo DeathAdder dai suoi predecessori, in particolare rispetto al Black Edition, ma comunque di discreta rilevanza.

 

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Il nuovo modello, infatti, conserva lo scroll dentellato del Black Edition che garantisce un buon feedback tattile, a differenza di quello liscio adottato su quasi tutti i DeathAdder, ma le plastiche vantano ora un nuovo trattamento pro-grip più ruvido rispetto alle precedenti versioni e nuovi inserti in gomma laterali nelle zone a contatto con i polpastrelli.

 

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Il lato sinistro del mouse è caratterizzato dalla presenza dei due pulsanti laterali, azionabili mediante il pollice e caratterizzati da un feedback molto morbido e piacevole, ottimi nei click rapidi. Questi pulsanti non dovrebbero essere realizzati attraverso switch OMRON come i principali (garantiti 10 milioni di click) ma sono ugualmente efficaci.

 

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Il lato destro non ha particolari novità ma ci permette di osservare l'inserto in gomma.

 

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La parte inferiore è decisamente sobria, sui bordi superiori e inferiori sono posizionati tre mousefeet in teflon mentre al centro troviamo il nuovo sensore ottico Razer 4G.

 

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Marketing a parte, si tratta in realtà del nuovo Avago ADNS-S3988. Si tratta di una versione specifica per Razer, utilizzata al momento unicamente sul DeathAdder 4G e sul Krait 2013. Dovrebbe trattarsi di una versione modificata del S3090, ad ogni modo il nuovo sensore del DeathAdder riesce a garantire una risoluzione massima di 6400dpi, accelerazione fino a 50G e velocità massima di 200 pollici per secondo.

 

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Il cavo, in treccia di tessuto, è terminato da un connettore placcato oro.

 

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La retroilluminazione LED è di colore verde.

 

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Driver

 

La configurazione del mouse è resa possibile attraverso il Razer Synapse 2.0, già visto in precedenza con il Taipan e la Blackwidow.

La schermata principale, Customize, è dedicata alla mappatura dei pulsanti e alla gestione dei profili del mouse. Le funzioni impostabili su singolo tasto sono diverse, troviamo quelle di base del mouse, quelle per il controllo del sensore, la replicazione di un tasto e l'esecuzione di macro create con l'apposito strumento all'interno del software.

 

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Performance è invece dedicata alla regolazione del sensore, qui si può regolare la risoluzione del sensore sia ad assi indipendenti, sia ad assi fissi con step di 100dpi, al pari di quanto accade sui mouse laser. Non manca il controllo dell'accelerazione, né dell'ultrapolling. In alto è presente la possibilità di configurare gli step di risoluzione del sensore (per il profilo selezionato).

La schermata LIGHT permette di configurare il comportamento dei LED del mouse, ma solo a livello di ON/OFF.

Presente, infine, la tab Calibration che ci permette la configurazione del Lift-Off e la valutazione della superficie. Sono presenti alcuni preset di mousepad Razer oppure è possibile creare il nostro profilo personalizzato.

 

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La regolazione del Lift-Off (barra in basso) non ha effetto se non è stata fatta prima la lettura della superficie mediante il pulsante Add mat. Tale regolazione non è necessaria obbligatoriamente, è infatti possibile disabilitare la regolazione del Lift-Off, ma in questo caso esso rimane decisamente elevato.

È possibile aggiungere più mousepad personalizzati, e ovviamente configurarli per ogni profilo. Nel caso venga selezionato un Lift-Off troppo aggressivo per il mousepad in uso, si andrà incontro a problemi di tracciatura, blocchi del cursore, imprecisione di vario genere.

 

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Macro permette di creare nuove macro, occorre creare prima una nuova macro, darle il nome ed iniziare la registrazione della sequenza con l'ormai noto tasto Record. È possibile registrare la sequenza conservando anche il delay originale, oppure quantizzarlo in modo statico o eliminarlo.

A fine registrazione, sarà possibile eseguire delle operazioni sui blocchi inseriti, spostandoli, eliminandoli o inserendone di nuovi. Le macro verranno poi associate al pulsante dalla schermata principale Customize.

 

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Impressioni d'uso

 

A livello ergonomico ci troviamo dinnanzi ad un mouse davvero ben realizzato. La forma del mouse  lascia pochi dubbi all'acquirente, si tratta di un prodotto plasmato per una presa palm grip che mal si adatta ad altre prese nonostante le dimensioni non eccessive.

Abbiamo provato ad utilizzarlo con una presa flat finger ma la forma laterale destra (quella a contatto con anulare e mignolo) è sfavorevole e non ci offre il feeling desiderato, aspetto che rende impossibile anche una presa claw grip. Il DeathAdder 4G (ma al pari dei suoi predecessori) è quindi un ottimo mouse che ci sentiamo di consigliare unicamente ai gamer palm grip, dove offre davvero un feeling invidiabile per altri mouse.

Lo scroll è decisamente ottimo, privo di gioco trasversale, silenzioso e preciso. Abbiamo avuto modo di entrare in contatto con davvero tanti mouse nel corso degli anni (Razer e non) e spesso ci siamo imbattuti in uno scroll che soffriva di qualche imperfezione, voluta o meno. È doveroso indicare tuttavia che non è detto che gli altri esemplari non soffrano di qualche difetto (esempio gioco trasversale o feedback “impreciso” durante la rotazione), ma il sample pervenutoci è davvero ben realizzato.

Il sensore, ottico, è davvero eccellente. Preciso e veloce, dalle nostre prove non si manifestano problemi di angle snapping, purtroppo presente su molti sensori ottici, né di altri difetti comportamentali simili. Come il predecessore anche il DeathAdder 4G sembra avere un sensore privo di bug (cosa che non si può dire per i modelli laser oggi in commercio).

Il feedback morbido dei pulsanti laterali è davvero efficacie in gioco, i materiali di qualità e l'impiego di inserti in gomma in punti “critici” rendono il mouse al tatto davvero piacevole.

I driver Razer, inaspettatamente, permettono una regolazione di fino del mouse al pari di un modello dotato di sensore laser, il che valorizza ancor di più questo prodotto di casa Razer.

 


 

Conclusioni

 

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Prestazioni 4,5 stelle - copia 2 Ottimo sensore ottico senza apparenti difetti, preciso, ottima ergonomia ed efficacia dello scroll nelle sessioni online. Si tratta di un mouse per giocatori con presa palm grip
Qualità 5 stelle - copia Ottimi materiali e finiture, il mouse è bello da toccare e impugnare. Non sono presenti scricchiolii delle plastiche o altro
Design 4,5 stelle - copia 2 Esteticamente poco diverso dai predecessori, ma con qualche miglioria. Non si parla di rivoluzione a livello estetico ma il nuovo sensore è sopra la media rispetto a quanto offrono i concorrenti
Prezzo 4,5 stelle - copia 2 Di listino il prezzo del DeathAdder 4G è di 69€, non pochi ma già in calo. È comunque doveroso evidenziare che ci troviamo di fronte ad un mouse abbastanza unico in quanto il sensore ad oggi non dovrebbe essere disponibile per nessun altro produttore
Complessivo 4,5 stelle - copia 2

 

 

Razer pone il DeathAdder 4G nella categoria Essential, lasciano i mouse Laser a popolare le categorie superiori.

Storicamente, i sensori ottici hanno sempre vantato numeri (e prestazioni) inferiori rispetto ai modelli Laser ricoprendo per lo più la fascia bassa del mercato.

Negli ultimi tempi c'è stata forse una rivalutazione delle due tecnologie, Laser vs Ottico (che entrambe soffrono potenzialmente di qualche difetto), ma possiamo parlare di Essential per questo mouse?

Riteniamo che il sensore che equipaggia il DeathAdder 4G sia forse la soluzione migliore oggi in commercio, superiore al Philips Twin Eye da 6400dpi che soffre di alcuni bug, e degno rivale del ADNS-9800, anch’esso buggato. Per chi cerca un mouse claw grip con questo sensore, Razer propone il Krait 2013, simile al Taipan ma privo di pulsanti laterali (attenzione cambia lo scroll).

Consigliamo il DeathAdder 4G a tutti i gamer palmgrip, il nuovo modello sicuramente è degno successore dei precedenti.

Il prezzo di listino è di 69€, in termini assoluti tanti per un mouse, ma allineati con il mercato. Lo street-price è già in leggero calo.

 

Pro

  • Sensore ottico 4G da 6400dpi
  • Ergonomia palm grip
  • Ottimo Scroll
  • Driver all'altezza del mouse
  •  

Contro

  • Nulla da segnalare

 

Si ringrazi IDP Italy per aver reso possibile questa recensione.

Ivan Disirò