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A meno di un anno dal lancio del sesto modello della serie entry level, Canon sorprende gli appassionati di fotografia con l’arrivo della performante EOS 550D. Sensore CMOS da 18 Megapixel, campionamento a 14 bit, e video FullHD 1080p a 30 frames per secondo sono solo alcune delle caratteristiche che fanno della Rebel T2i (questo il nome della 550D sul mercato Americano) il fiore all’occhiello di Canon nella fascia DSLR semiprofessionale.



 

 

Introduzione e specifiche

L’aggressiva competizione. E’ questo che probabilmente ha spinto Canon a rilasciare la entry level più performante per ora sul mercato in termini di caratteristiche tecniche. La EOS 550D è infatti secondo molti aspetti una piccola EOS 7D. Ovviamente stiamo parlando di due macchine per scopi diversi e soprattutto in due fasce di prezzo diverse. La 550D non è ad esempio tropicalizzata come la 7D, e quindi la protezione da acqua, polvere e salsedine è affidata al buon senso del proprietario.

Queste sono alcune delle caratteristiche che la rendono simile (e su qualche particolare, migliore) alla sorella maggiore:

 

  • Sensore da 18 Megapixel APS-C
  • Processore DIGIC 4 con DAC a 14 bit (RAW)
  • ISO 100-6400 (espandibile fino ad H12800)
  • Monitor LCD da 3” da 1040000 pixel (3:2)
  • Compatibile con SDXC card
  • Video 720p@60fps o 1080p@30fps con controlli manuali
  • Esposimetro dual layer a 63 zone

 

Tra le altre caratteristiche:

 

  • Peso 530g
  • Compensazione dell’esposizione +/- 5.0 EV
  • Scatto continuo a 3.7 fps (max 34/6-jpeg/RAW)
  • Correzione automatica illuminazione periferica (Vignettatura)
  • Uscita HDMI con controlli
  • Sistema di rimozione polvere con vibrazioni HF
  • Autofocus a 9 punti (One shot, AI Servo, AI Focus )
  • Pulsante anteprima DOF
  • Inserimento dei diritti di Copyright nelle singole foto
  • Flash con numero guida 13ca

 

Per la lista completa delle caratteristiche si rimanda al datasheet ufficiale di Canon.

La macchina viene fornita in bundle con un diverso obiettivo a seconda del kit scelto: il più comune è il 18-55mm 3,5-5,6 Is, ma è possibile acquistare il kit con il 18-135mm Is USM o la versione con il solo corpo macchina. Per la nostra recensione ci è stato fornito anche un performante 15-85mm 3,5-5,6 IS USM, del quale parleremo più avanti. Il contenuto della confezione standard, illustrato nell’ immagine sotto, non prevede né il cavetto HDMI per il collegamento ad una HDTV, né il paraluce per l’obiettivo. Un vero peccato per una macchina di questo livello.

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Caratteristiche

Design e Corpo Macchina

 

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L’evoluzione del design del corpo macchina della serie EOS XXXD, iniziata nel lontano 2003 con la EOS 300D, sembra essersi presa una pausa. Se infatti le differenze estetiche e costruttive che distinguevano una EOS 500D da una 450D erano poche, quelle che contraddistinguono la 550D dalla sua precedente sono veramente minime. La scelta è tuttavia molto apprezzata dagli appassionati del marchio Canon, che in un eventuale upgrade del loro corredo fotografico, riscoprirebbero immediatamente il feeling con la nuova arrivata, senza il minimo bisogno del manuale d’uso.

Le principali innovazioni che si notano osservando la macchina sono:

 

  • il favoloso schermo in formato 3:2, brillante, nitido e ad alta risoluzione che fa sembrare un giocattolo quello delle vecchie EOS. Il nuovo formato “wide screen” finalmente può mostrare la foto appena scattata senza crop o bande nere!
  • La posizione dei tasti relativi al video recording e al direct printing. Molto più comodi rispetto a quelli della 500D.
  • La forma dei tasti, leggermente più grandi. Decisamente più ergonomici!

 

La 550D, quando presa in mano, da un senso di robustezza costruttiva e di materiali di qualità. Tuttavia risulta, per i fotografi con mani grandi, un po’ troppo piccola, soprattutto senza il comodissimo battery grip. Quasi tutte le funzioni della macchina possono essere gestite con la sola mano destra, lasciando la sinistra libera di sorreggere l’obiettivo e gestire lo zoom.

 

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Il ViewFinder

 

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Il mirino che troviamo installato sulla 550D è lo stesso che Canon ha montato dalla 450D in poi. E’ un pentaspecchio con un ingrandimento di 0.87x ed una copertura in linea con quella delle macchine di questo livello: 95%. Per ottenere una visione nel mirino più luminosa e ampia, è purtroppo necessario acquistare una macchina dotata del più costoso e pesante pentaprisma. Osservando il mirino nel dettaglio si notano i nove punti di messa a fuoco, e il cerchio centrale che indica la zona di misurazione dell’esposizione in modalità spot. Il mirino non è intercambiabile come sulle macchine Canon di fascia professionale, ma per un utilizzo amatoriale questo non crea nessun problema.

Nella zona inferiore del mirino possiamo trovare informazioni sull’apertura e il tempo di esposizione, sul valore ISO impostato, e altre utili informazioni sul quale non è necessario soffermarsi.

 

Video recording

La modalità di registrazione video della 550D è sicuramente abbastanza evoluta per accontentare anche i più esigenti (o almeno quelli che non vogliono spendere 2000€ per una telecamera professionale!). Nella 500D, la prima Canon EOS entry level a debuttare con il video a 1080p, il framerate massimo di 20 fps rendeva l’utilizzo del FullHD limitato a determinate situazioni dove il soggetto era particolarmente “quieto”. La 550D invece vede evolversi il reparto video, grazie al processore più potente, e a nuovi controlli che permettono di esprimere la propria creatività anche con questo mezzo. Particolarmente gradita è la possibilità di controllare manualmente l’esposizione durante i video.

 

005-EOS_550D-Controlli_video

 

I frames per secondo e le risoluzioni sono selezionabili dall’utente, a partire da 30 fps a 1080p (25 utilizzando lo standard NTSC anziché PAL), passando per i 60 fps selezionando le 720 linee di risoluzione (60 fps permettono di produrre ottimi slowmotion!), fino ad arrivare al formato VGA. La fotocamera è ovviamente fornita di un microfono interno per la registrazione di video, che è molto sensibile e preciso. In situazioni silenziose è perfettamente percepibile il rumore della messa a fuoco e dello stabilizzatore d’immagine durante la riproduzione dei video! Per ottenere risultati migliori, è possibile collegare un microfono esterno, stereo, nell’apposito jack.

Di seguito vi riportiamo alcuni video realizzati con la Canon EOS 550D:

 

Software in dotazione

Il corredo software in dotazione all’acquisto della macchina è piuttosto completo. Le principali applicazioni, compatibili con OS X e Windows sono:

 

  • Photostitch. Permette di combinare più foto per ottenere immagini panoramiche.
  • ZoomBrowser EX. Per la gestione della nostra collezione di immagini
  • EOS Utility. Offre il controllo remoto della macchina, dalla potenza del flash al bilanciamento del bianco, dall’apertura del diaframma  al salvataggio dei dati sul computer.
  • Digital Photo Professional. Probabilmente il programma più utile della suite, grazie all’utilizzo dei Codec ufficiali Canon permette di convertire le immagini RAW in JPEG o TIFF con la maggior fedeltà dei colori possibile. Passa automaticamente le immagini a Photoshop, se richiesto, ed offre strumenti di postproduzione di base.

 


Obiettivo EF-S 15-85 e qualità delle immagini

Come accennato precedentemente, Canon ci ha fornito di un obiettivo diverso da quello contenuto nei kit in vendita: uno zoom standard, il 15-85mm f/3.5-5.6 IS USM.

E’ un obiettivo della serie EF-S quindi non può essere montato su macchine fotografiche FF come la 5D mark II, ma solo su APS-C. Il range di lunghezze focali equivalente a quello Full Format è 24-136 mm (5,6x) il che lo rende un ottimo obiettivo tuttofare in vacanza e in ogni situazione dove non è possibile portarsi molte lenti. Nel mercato fotografico si colloca come competitor di prodotti quali il Nikkor AF-S 16-85mm f/3.5-5.6 VR (Nikon) e lo Zeiss 16-80mm f/3.5-4.5 (Sony Alpha) con un prezzo piuttosto alto, di circa 600€.

 

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La struttura ottica vanta 17 elementi in 12 gruppi tra i quali tre lenti asferiche ed una UD (Ultra Low Dispersion); inoltre le sette lamelle che compongono l’apertura rendono lo sfumato pastoso ed omogeneo.

La qualità costruttiva di questo prodotto ha subìto un netto miglioramento rispetto alle altre lenti della serie EF-S. Tenendo in mano questo obiettivo si ha la sensazione di una stabilità e robustezza quasi degne della famosa “L”. Le varie parti sono saldamente fissate le une alle altre (caratteristica purtroppo non presente in tutti gli obiettivi Canon di fascia medio-bassa) garantendo, tra l’altro, una maggiore protezione da polvere e sabbia. Pure l’aspetto esteriore è molto accattivante, anche grazie al diametro di 72mm della lente frontale.

L’obiettivo, del peso di circa 575g, si estende fisicamente durante lo zooming da 88mm a 128mm. Nell’immagine sotto è presente una comparazione dell’estensione della lente da grandangolo a tele.

 

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La tipologia di zoom è la classica duo-cam (due tubi telescopici che allontanano gli elementi durante la rotazione) mentre l’anello di messa a fuoco manuale è posizionato posteriormente.

Il meccanismo di messa a fuoco di questo obiettivo merita decisamente qualche attenzione in più:

 

  • Il Motore UltraSonico (USM) è eccezionalmente performante. Mette a fuoco correttamente da macro a infinito in un batter d’occhio. Un abisso rispetto ad altri competitor della stessa fascia.
  • La lente è dotata di FTMF (Full Time Manual Focusing) che permette, in modalità one-shot, di mettere a fuoco manualmente anche dimenticandoci di spostare lo switch su AF. Questa caratteristica, che può sembrare superflua in studio e nelle situazioni in cui il soggetto è immobile, si rivela crucialmente utile in occasioni quali feste, sport o caccia fotografica.
  • Chi, come chi vi scrive, ama i filtri polarizzatori, sa bene quanto sia fastidioso avere a che fare con un obiettivo che ruota durante la messa a fuoco. L’elemento frontale del Canon 15-85 non ruota durante il focusing, rendendo quindi l’utilizzo di un polarizzatore estremamente comodo.

 

Lo stabilizzatore ottico d’immagine presente su questo prodotto è, secondo Canon, capace di compensare 4 stop. Durante i nostri test è stato in grado di comportarsi egregiamente, ma ne sconsigliamo l’utilizzo al limite delle sue possibilità durante l’utilizzo “sul campo”. I fattori che entrano in gioco in quei momenti non rendono infatti  il meccanismo molto affidabile. Come ogni stabilizzatore delle ottiche di Canon di fascia media di ultima generazione, anche questo zoom è in grado di percepire se è stato fissato su un cavalletto , e disattivare di conseguenza lo stabilizzatore ottico. E’ presente anche la rilevazione automatica del panning (in tal caso la stabilizzazione viene implementata sul solo asse verticale). L’immagine sotto rappresenta un confronto tra due scatti effettuati in rapida successione, con le stesse impostazioni, tranne che per la stabilizzazione ottica.

 

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Come tutte le lenti, anche questo obiettivo soffre, in determinate condizioni, di aberrazione cromatica. Soprattutto gli obiettivi zoom, diversamente da quelli a focale fissa, pagano la loro praticità con un compromesso sulla qualità, alle focali estreme. L’immagine sotto, che mette in evidenza il purple fringing, è stata scattata a 15mm. Il fastidioso fenomeno è presente solo nelle zone periferiche dell’immagine, e solo nei punti di maggiore contrasto. Tuttavia, anche se è facilmente rimovibile in fase di post-produzione, è un dettaglio decisamente negativo da trovare nelle nostre foto. Purtroppo, come accennato sopra, per limitare questo effetto è necessario orientarsi su obiettivi a focale fissa, che solitamente sono ottimizzati per combattere l’aberrazione cromatica.

 

009-EOS_550D-Aberrazione_Cromatica

 

La fotocamera è dotata di molte regolazioni, tra le quali sono presenti anche quelle per la riduzione del rumore ad alti ISO, e la riduzione del rumore per scatti a lunga esposizione. Le immagini sotto sono state scattate per valutare l’efficacia di queste due regolazioni, oltre che per valutare le prestazioni del sensore agli alti ISO. Le foto, divise per ISO, sono così composte: sulla sinistra la versione con nessuna delle due regolazioni attiva; sulla destra la versione con entrambe le regolazioni attive. Come è facilmente comprensibile dal test, il rumore diventa assolutamente ingestibile a partire da ISO 6400 in poi. L’algoritmo di riduzione del rumore presente nel firmware della fotocamera lavora egregiamente, ma ne sconsigliamo l’utilizzo in favore di più performanti filtri utilizzabili in post-produzione (il migliore tra quelli provati risulta essere quello di Photoshop CS5, ma anche quello di Digital Photo Professional, fornito con la 550D, fa il suo dovere).

 

ISO 100

100_ISO

 

ISO 200

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ISO 400

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ISO 800

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ISO 1600

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ISO 3200

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ISO 6400

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ISO 12800

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Infine vi mostriamo qualche scatto realizzato con la Canon 550d e l'obiettivo EF-S 15-85 IS USM.

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Conclusioni

oro

 

Prestazioni : 4 stelle - copia
Rapporto qualità/prezzo: 5 stelle - copia
Complessivo : 4,5 stelle - copia

 

La 550D è una “entry level” solo nel prezzo. Questa macchina sarà, almeno fino all’uscita della 600D prevista per Marzo 2011, una delle migliori DSLR presenti sul mercato. La qualità costruttiva e quella delle immagini la fanno assomigliare ad una 7D compatta. Il nuovo sensore a 63 zone per la misurazione dell’esposizione è quasi infallibile, così come il bilanciamento del bianco.

Sul versante video si può considerare come una valida alternativa ad una macchina da presa di livello semi-professionale, infatti sono in vendita kit per trasformare la 550D in una vera e propria telecamera con poggiaspalla e microfono esterno.

Il corredo software è di tutto rispetto, soprattutto DPP, che al momento è uno dei migliori RAW converter presenti sul mercato.

Tra i principali difetti ci sembra il caso di ricordare:

  • La poca flessibilità del Live View, che oltre ad essere scomodo da attivare, rende lenta l’operazione di messa a fuoco
  • Il rumore di crominanza da ISO 6400 in poi è intollerabile
  • La mancanza, nella scatola, di un cavetto HDMI e del paraluce dell’obiettivo non sono una scelta aziendale molto popolare.

 

 

Si ringrazia Canon per il materiale fornito per la recensione.

 

Claudio Barberi