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Tags: reviewrecensionePhilipsMonitor241B7QPJEB

Un tocco ecologico al proprio ufficio (o postazione personale) può, e anzi dovrebbe, passare anche per il PC che si utilizza e il monitor è uno di quei componenti che non fa di certo eccezione. Con la certificazione TCO Edge (almeno l’85% di plastiche riciclate), funzionalità PowerSensor e altre diavolerie indirizzate al risparmio energetico e alla salute dell’utente, Philips propone il monitor 241B7QPJEB che vuole essere il più possibile vicino a questa filosofia.

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Un sensore in grado di rilevare la presenza dell’utente non è di certo una cosa nuova nell’ambiente dei monitor, ma è una features che non dovrebbe mancare in taluni dispositivi che vogliono essere rispettosi dell’ambiente. Il sensore PowerSensor è posto nella cornice inferiore e rileva la presenza dell’utente quando la distanza è compresa tra i 30 e i 100 cm, con un’angolazione di cinque gradi per lato. Sono possibili quattro regolazioni di potenza del segnale e il produttore consiglia di impostare la maggiore (valore 4) quando si è al massimo a 120 cm dal monitor. Quando l’infrarosso non rileva la presenza dell’utente, automaticamente il monitor entrerà in Saving Mode On, diminuendo molto la luminosità e quindi i consumi. Non appena si tornerà nella postazione il monitor riprenderà automaticamente (e velocemente) le impostazioni predefinite.


 Specifiche tecniche

 


Si avverte subito la politica “tutta sostanza e pochi fronzoli” che Philips ha destinato a questo modello e in generale alla linea B dei propri monitor. L’apertura centrale della confezione è decisamente più pratica e si può estrarre in modo più comodo tutto il bundle contenuto all’interno. Tra i due grandi blocchi di polistirolo è presente il solo display avvolto in una busta di plastica, mentre al disotto viene alloggiato tutto il resto.

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Il montaggio è come sempre molto rapido e intuitivo, senza alcun bisogno di strumenti. Dopo aver incastrato il braccio di regolazione dietro al display (che va a coprire i fori VESA 100x100 mm), si potrà agganciare la base, che andrà fissata con una vite con le dita. Al disotto della base stessa sono presenti sei gommini antiscivolo che fanno una buona presa sulla scrivania.

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Il bundle che troviamo all’interno è così composto:

  • un cavo di alimentazione,
  • un cavo VGA,
  • un cavo DisplayPort,
  • un cavo audio con jack da 3,5mm,
  • un CD (per il manuale e i driver), una guida rapida e informazioni sul PowerSensor.

Nonostante il monitor sia dotato di porte USB, all'interno non è presente un cavo per abilitarle. Il manuale non lo cita neanche tra gli opzionali a seconda della regione di vendita.

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Il monitor Philips 241B7QPJEB ha la certificazione Energy Star di livello A e un avviso sull’angolo in alto a destra ci ricorda di non rimuovere il film presente sulla superficie del display; sì, è capitato che alcuni utenti abbiano pensato che fosse uno strato di protezione da rimuovere prima dell’uso.

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Il Philips 241B7QPJEB ha un aspetto piuttosto pulito e sobrio, come spesso si addice a soluzioni di questa tipologia. La struttura risulta piuttosto stabile e il monitor non tende ad oscillare durante una normale digitazione. Il display ha un rivestimento opaco di tipo medio; non è leggero, ma non crea una sorta di granulosità sui bianchi.

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Frontalmente regna il colore nero, con piccole accortezze come la circonferenza creata dal braccio di regolazione o il nome del modello che risultano argentate. A rendere meno pesante alla vista il design ci pensa la buona ottimizzazione delle cornici, dove misuriamo uno spessore totale di appena 7 mm per i tre lati e circa 27 mm per quella inferiore. È dunque un monitor che si presta piuttosto bene a configurazioni multi-display. Benché possa sembrare alluminio spazzolato, il bordo inferiore del monitor è sempre in plastica e integra nella parte centrale il sensore di prossimità, mentre nella parte destra sono presenti i cinque tasti fisici per il menù OSD, che sono stati collocati al disotto. Il piccolo LED di stato rimane acceso in colorazione bianca quando il monitor è attivo e diventa lampeggiante in condizioni di stand-by. Non è possibile disabilitarlo nel menù OSD, ma non rimane invasivo durante la visione al buio.

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Sul lato sinistro è stato collocato l’hub USB con il connettore type-B e due porte USB 3.0 di cui una con ricarica rapida. Posteriormente non ci sono elementi degni di nota, oltre al braccio di regolazione di plastica in colorazione argentata che dispone di un sistema raccogli-cavi. Rimanendo nella zona connessioni, nella parte sinistra è presente la sezione di alimentazione con il connettore e il pulsante, mentre nella parte destra troviamo, in ordine, due jack audio da 3,5mm (uscita e ingresso), l'ingresso DisplayPort, l'HDMI e quello D-Sub.

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Risulta convincente l’ergonomia del monitor dove è possibile regolare l’altezza per 130 mm e l’inclinazione da -5° a +20°; la rotazione è quasi completa dato che si può orientare fino a 175° per lato ed è inoltre disponibile la configurazione pivot. Tutte le regolazioni risultano piuttosto comode e facili da eseguire anche con una sola mano.

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Il Philips 241B7QPJEB è stato collegato per il test a una scheda video GeForce tramite il collegamento DisplayPort. Alla prima accensione abbiamo provveduto a resettare i parametri a quelli di fabbrica ed è stato facile apprezzare sin da subito la buona calibrazione, a meno della luminosità elevata, dato che viene impostata al massimo.

Con le impostazioni di default registriamo una luminosità di 208 cd/mq, luminosità del nero di 0,72 cd/mq, contrasto di 290:1, temperatura del bianco di 6100K e gamma del 2,0.

Sufficiente è il range di luminosità che va da un minimo di 49 cd/mq a un massimo di 208 cd/mq. La copertura dello standard sRGB è del 97% e per quello Adobe è del 75%.

Per interpretare e comprendere i grafici qui riportati, se necessario, potete trovare informazioni al seguente link.

Gamut defGamma def

Temp def

La fedeltà cromatica nelle condizioni out-of-box risulta buona, con un Delta-E medio di 1,75.

Potremmo riassumere una scala di giudizio secondo quanto segue:

  • Delta-E < 1 il risultato è eccellente;
  • Delta-E < 2 il risultato è buono;
  • Delta-E < 3 il risultato è sufficiente;
  • Delta-E > 3 la riproduzione è inaccurata 

Fedeltà def

 


Non avendo un sistema di retroilluminazione o indicatori a schermo, è un vantaggio che i tasti siano di tipo fisico. Al buio bisogna andare un po’ a tentoni, ma non è così difficoltoso dopo averci preso un pochino la mano.

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Il primo tasto a sinistra permette di scegliere una delle modalità SmartImage; Ufficio, Foto, Film, Gioco, Risparmio energetico, Low Blue Light (settabile su più livelli) e Disattivato. Il secondo permette lo switch del segnale tra le sorgenti video, mentre il terzo regola l’impostazione del PowerSensor (quattro livelli a seconda della distanza). Il quarto pulsante fa entrare nel menù completo e l’ultimo gestisce l’alimentazione.

OSD 00

All'interno del menù non ci sono parametri che valgano la pena di essere analizzati nel dettaglio, ma sembra comunque completo. Nell'esploso messo precedentemente si possono controllare anche i vari setting della singola funzione.

OSD  01 OSD  02 OSD  03OSD  04 OSD  05 OSD  06OSD  07

 


Prima di procedere alla calibrazione del Philips 241B7QPJEB tramite la sonda colorimetrica Datacolor Spyder 4, abbiamo analizzato il risultato degli altri setting disponibili per quanto riguarda il gamma e la temperatura del bianco. 

Gamma setting Temp setting

Le impostazioni che abbiamo scelto per la calibrazione sono dunque gamma 2,4 e colore personalizzato (RGB di default impostato a 100 e settabile dall’utente), perché più vicini ai valori di riferimento che riguardano la luminosità di 120 cd/mq, gamma di 2,2 e temperatura di 6500K. Abbiamo ottenuto il seguente risultato abbassando la luminosità fino a 35.

Calibrazione

È possibile installare il profilo colore scaricando il file dal seguente link

Il contrasto rimane ancora piuttosto basso, mentre migliorano di poco gli altri parametri; il valore medio del Delta-E passa da 1,75 a 1,12. 

Gamut calibGamma calib 2.2

Temp calib

Fedeltà calib

 


Raccogliamo nelle successive tabelle i risultati dei monitor fin qui recensiti, sia nelle condizioni out-of-box e sia dopo l’avvenuta calibrazione.

Nero 01Nero 02

Contrasto 01Contrasto 02

Fedeltà 01Fedeltà 02


Colour banding

Come primo test abbiamo verificato la presenza del classico fenomeno del colour banding, ovvero delle bande di colore sulle sfumature, con diverse tonalità. Il risultato è in linea con la tipologia del prodotto.

 Colour banding 01 Colour banding 02Colour banding 03 Colour banding 04

Uniformità

Suddividendo lo schermo in nove rettangoli, abbiamo misurato con il colorimetro l’uniformità della luminosità e dei colori. La differenza massima registrata è risultata pari al 17%, con una media del 10,8%, per quanto riguarda la luminosità, mentre per il colore, il Delta-E maggiore è stato di 3,8, con una media del 2,3. Non è un gran risultato per il Philips.

Unifotmità 01 lumin Unifotmità 02 colore

Abbiamo inoltre catturato due immagini con una schermata nera al buio con diverso tempo di esposizione della fotocamera. L’immagine di sinistra riporta la situazione più simile riscontrabile a occhio nudo, mentre quella di destra ha una sensibilità maggiore alla luminosità. Si ricorda che questo test è fortemente dipendente dal singolo esemplare.

Backlight 01 Backlight 02

Pur avendo delle cornici molto sottili, non si avvertono fastidiosi fasci di  luce dagli angoli del monitor. È davvero un buon risultato questo per il Philips.

Angoli di visione

In questo test andiamo a valutare la deviazione colorimetrica all’aumentare dell’angolo di visione per i quattro lati. In questo test prevalgono in genere i display a matrice IPS / PLS / AHVA; seguono i VA e infine i TN.

Angoli di visione

Il pannello sembra soffrire un po' le angolazioni verticali, dove si tende facilmente a scurire la visione.

Reattività

Per testarne la reattività abbiamo utilizzato il tool presente su TestUfo.com. Per i vari setting dell’overdrive disponibili nel Philips 241B7QPJEB, sono state catturare dieci foto con la fotocamera impostata con ISO 3200 e tempo di esposizione di 1/350 sec, e ne abbiamo riportato il risultato medio.

 OD 01 disattivato OD 02 veloceOD 03 più veloce OD 04 il più veloce

Il setting che restituisce il response migliore è quello chiamato "più veloce"; il comportamento non è affatto male per un monitor che non è indirizzato a questo scopo. L'opzione più estrema genera un elevato overshoot di segnale con la conseguente manifestazione del reverse ghost.


Nel corso dei nostri test andiamo a valutare anche il comportamento generale del monitor nelle classiche funzioni di utilizzo e quindi a stilare un piccolo resoconto che non può essere immune da considerazioni anche soggettive.

Il monitor Philips dovrebbe essere perlopiù testato per il settore a cui è destinato, ma quale monitor ha difficoltà nella gestione di un paio di documenti, pagina web, un software aziendale e gestione email? Ecco, se serve avere un paio (o più) di queste finestre attive, magari bisogna gestire bene lo spazio a disposizione, ma il Full HD su un display da 23,8” può andare bene. Per la qualità cromatica invece ci sono sicuramente monitor più adatti per la gestione di software grafici a livello professionale.

Movie

Nell’utilizzo in area svago invece, il monitor non ha grandi elementi di nota. Durante la visione di film, dagli angoli non si apprezzano evidenti fasci luminosi ed è una buona cosa, data la struttura frameless. Lo scarso contrasto però rende meno buie le bande orizzontali e comunque fatica un pochino nelle scene scure.

Per quanto riguarda la reattività in ambiente gaming invece il monitor non manifesta difficoltà. Il setting “più veloce” ha un buon bilanciamento e dovrebbe mettere d’accordo un po’ tutti. I videogiochi non rappresentano il suo campo di battaglia preferito, ma rimane un discreto compagno di gioco.

Gli speaker integrati sono ai livelli di altri monitor, rimanendo sufficienti per degli usi saltuari, avvisi acustici e poco altro. Per il tempo libero è sempre consigliabile utilizzare periferiche apposite.

Per quanto riguarda il flicker-free, il Philips opera con regime dei LED a luce costante in tutto il range di luminosità. I più sensibili all’effetto non avranno problemi di PWM anche a luminosità minima.


 

silver new

 

Prestazioni 4 stelle Senza infamia e senza lode. Non è un monitor gaming, ma qualche partita di svago non creerà alcun problema a videogiocatori occasionali.
Qualità 3,5 stelle   Copia 2

La calibrazione di fabbrica è discreta, ma il contrasto rimane molto basso. Il pannello di tipo IPS ci mette un po’ una “pezza” qui e là. Gli angoli di visione sulla verticale sono un po' sottotono.

 

Ergonomia 4,5 stelle   copia Piuttosto buona e convincente è l’ergonomia. Sono presenti gli speaker audio, le regolazioni sono facili e ampie, l’hub USB è sempre utile (magari con un cavo sarebbe stato meglio) e il sensore di prossimità è un plus per gli utenti dal pollice verde.
Prezzo 4 stelle Il prezzo ufficiale è di 229 euro e online si trova più o meno allo stesso prezzo.
Complessivo 4 stelle                                                                                                           

 

L’ambiente tipico di questo monitor è l’ufficio, o comunque punta a un utilizzo del genere. In tutta sostanza è in grado di adempiere al suo compito, ma bisogna anche ammettere che le richieste di questo settore non sono poi così esigenti. Connettività con aggiunta di porte USB, speaker integrati, buona ergonomia, funzioni per il risparmio energetico e retroilluminazione flicker-free; questi aspetti di certo non mancano e rendono più comodo l’utilizzo in ufficio. Il pannello di tipo IPS, con una fedeltà cromatica buona, riesce a sopperire a un contrasto che invece risulta decisamente scarso. L’uniformità misurata non è affatto esaltante e in sintesi non è un monitor consigliabile a chi dovrà lavorare in ambiente grafico. Nonostante la struttura frameless, non si manifestano fasci di luce fastidiosi negli angoli del display.

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Molta attenzione sembra che Philips l’abbia riservata al PowerSensor per il controllo di presenza dell’utente, ma è strano, anche se onestamente non se ne sente una grande mancanza, che non sia stato adottato anche un sensore ambientale che regolasse automaticamente la luminosità del display in base a quella della stanza.

Il monitor Philips 241B7QPJEB è disponibile già a partire da 220 euro. Il produttore ha messo in commercio anche la versione chiamata 241B7QPJKEB che ha in più una webcam da 2 Mpx e microfono integrati.

Pro

  • PowerSensor
  • Ergonomia
  • Backlight

Contro

  • Contrasto scarso
  • Manca il cavo USB

Si ringrazia Philips per il sample fornito.

Andrea Fanfani

 

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